LICET?

Sistema di bagni pubblici
Prato (PO)
2025

“Licet?” è la domanda che in passato gli studenti rivolgevano ai maestri per farsi accordare il permesso di andare in bagno. Con il tempo, in molti luoghi della Toscana, l’espressione ha finito per significare lo spazio stesso: “andare al licet”.
Se recuperiamo il significato letterale della domanda iniziale, il bagno pubblico può divenire occasione per chiedersi: “Cosa è permesso nella città contemporanea?”

Il progetto il luogo del bagno pubblico come una metonimia utile a indagare lo spazio per l’accesso ai diritti fondamentali; uno spazio in continua regressione, fagocitato dal consumismo da un lato e dal controllo dall’altro. Muovendosi sulla linea di confine tra pubblico e privato, al crocevia culturale e morale tra concessioni, obblighi e divieti, il tema progettuale è affrontato dal punto di vista architettonico, urbanistico, sociale, a partire dai concetti di liceità, universalità, diritto.

Un progetto per la città e nella città. Licet nasce da un’analisi della posizione dei bagni pubblici esistenti rispetto al verde pubblico e alla città policentrica. Da qui l’idea di pensare il bagno pubblico per Prato come un sistema di dispositivi adattabili, che in base alla loro composizione potessero rispondere a contesti differenti e a usi molteplici nella città.

Gli elementi progettuali sono stati pensati per garantire alcuni diritti fondamentali nello spazio pubblico: ombra, acqua, sosta e accessibilità. Il bagno pubblico, tradizionalmente concepito come elemento marginale e nascosto, è stato ripensato come dispositivo urbano attivo, capace di generare qualità spaziale e relazioni.

Il sistema si configura come uno spazio aperto e inclusivo: un bagno accessibile e senza distinzione di genere, una tettoia che garantisce ombra e riparo, un involucro in metallo e policarbonato che trasforma il volume del bagno in una lanterna urbana, capace di illuminare e rendere sicuro lo spazio. Le sedute favoriscono la sosta e la socialità mentre l’acqua diventa elemento essenziale non solo per l’igiene, ma anche per un uso responsabile e condiviso dello spazio pubblico. Negli orti sociali il sistema si arricchisce di elementi a supporto dell’attività: una cisterna per il recupero dell’acqua utilizzata per l’irrigazione e un grande tavolo di lavoro.

Nel contesto urbano di Piazza del Mercato Nuovo, il bagno assume un ruolo ancora più centrale: oltre alla funzione primaria diventa un punto di riferimento riconoscibile contribuendo alla vitalità della piazza. In questo modo, il bagno pubblico viene ribaltato nel suo significato: da elemento nascosto e residuale a presenza attiva e attrattiva, capace di qualificare lo spazio pubblico e di rispondere concretamente ai bisogni delle persone.

Proposta di progetto per la call “Perfect Toilets” a cura di Luigi Prestinenza Puglisi

Progetto architettonico: Arch. Cosimo Balestri
Collaboratori: Arch. Anna Marcelli, Arch. Caterina Fabiani