La proposta progettuale conia le proprie matrici topologiche, compositive e materiche dal contesto territoriale e culturale delle Cascine di Tavola. Il posizionamento dell’edificio rispetta e rafforza il carattere unitario e compatto – seppur articolato – tipico delle fattorie, riportando equilibrio e chiarezza alla lettura del complesso.
La facciata principale in direzione sud-est valorizza il fronte rivolto verso il sistema mediceo. Un asse centrale divide in termini funzionali due categorie di edifici; sul fronte le funzioni ricettive e di accoglienza (A), sul retro le attività sportive (B).
Il tetto a padiglione richiama le preesistenze e identifica così l’uso dell’edificio (gli spazi di accoglienza sono caratterizzati da un tetto a padiglione e il tetto a due falde caratterizza le strutture).
L’edificio ha una pianta regolare con schema di funzionamento a ballatoio con distribuzione ortogonale a pettine. Il nucleo compatto delle camere con logge a sud-est è affiancato su tre lati degli ambienti distributivi. Al piano terra un porticato distribuisce gli accessi e ospita le scale, collocate in posizione simmetrica sui lati corti. Al primo piano lo schema si ripete, con un loggiato schermato da setti frangisole in laterizio. Le logge al piano terra, caratterizzate dalle presenza del mandolato laterizio che limita l’introspezione, consentono l’uscita verso il marciapiede esterno. Delle 15 camere totali, 8 prevedono la possibilità di diventare suite comunicanti.
La proposta dà molta importanza alle relazioni che l’edificio ricerca e ricrea con il paesaggio circostante, una macchina ottica calibrata sugli elementi storici e culturali oltre che su quelli funzionali, con due obiettivi principali: radicare l’insediamento nel contesto e rendere l’esperienza di fruizione chiara e affascinante. In questo sistema il loggiato distributivo al piano superiore ricopre un ruolo di primaria importanza: il rivestimento mandolato infatti consente di orientarsi verso gli altri ambienti del circolo, offrendo scorci di rara bellezza.
La facciata rivolta verso l’esterno è stata trattata come facciata principale, caratterizzata dalla presenza di logge e balconi. Al piano terra l’introspezione verso le camere è limitata dalla presenza di setti in mandolato che delimitano lo spazio esterno di ogni camera, pur consentendo l’uscita sul prato. Verso l’interno l’edificio si fa più sobrio e lo stacco tra i due livelli è più netto: al piano terra un basamento murario, al primo piano una facciata continua in laterizio.
L’edificio si integra perfettamente nel paesaggio utilizzando il mattone in terracotta, tipico della tradizione rurale toscana, abbinato a intonaci caldi. È un’architettura monocromatica che gioca con la luce e le ombre per creare profondità e trasparenze. Per le camere sono state immaginate due possibilità: in una la monocromia dell’edificio sui toni del cotto entra all’interno delle camere, nell’altra le superfici murarie sono state pitturate con colori chiari.
L’edificio è stato progettato con una struttura a pareti portanti che poggiano su un sistema di fondazione a travi rovesce. Il nucleo delle camere costituisce il cuore della struttura, gli ambienti distributivi sono caratterizzati da una serie di setti allungati paralleli alle facciate. I solai sono in latero-cemento con soletta collaborante, orditi ortogonalmente ai setti portanti, la copertura a padiglione è realizzata con una struttura lignea. In corrispondenza delle logge l’edificio è tamponato estremamente con rivestimenti autoportanti in mandolato laterizio.
Progetto architettonico: Arch. Cosimo Balestri
Collaboratori: Arch. Caterina Fabiani, Arch. Filippo Caturegli
Visual: Arch. Maddalena Nanni